LetteralMente. Letteratura e parole come presidio di salute mentale per i giovani

LetteralMente. Letteratura e parole come presidio di salute mentale per i giovani

LetteralMente. Abitare le scritture è un volume, più precisamente un Quaderno Operativo, che nasce dall’incontro tra alcune studiose e autrici che partecipano al gruppo di studio e ricerca ImmensaMente (promosso dalla Società Italiana delle Letterate) e alcune operatrici e operatori del Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL Roma 2. Incontrandosi, riconoscono un’urgenza comune e decidono di lavorare insieme: costruire, a più mani, uno strumento pratico e operativo capace di attraversare la salute mentale con lo sguardo della letteratura.

Al progetto concorrono poi Rai per la Sostenibilità ESG e l’Ordine dei Giornalisti, questi ultimi già impegnati nella redazione del Vademecum Informare sulla Salute Mentale

Nella prefazione del Quaderno operativo gli intenti sono immediatamente chiariti: si tratta di un incontri tra quattro approcci e quattro metodologia di lavoro specifiche che cercano un piano, una matrice di integrazione. Non a caso ci sono quattro differenti introduzioni per far scegliere, proprio al lettore, il punto di vista più adatto a lui. Il discorso unico non si adattava all’obiettivo comunicativo di questo progetto.

Si inizia con l’introduzione di Rossella Caleca per la Società Italiane delle Letterate, associazione fondata nel 1995 con lo scopo di produrre, diffondere e trasmettere i saperi femminili. La SIL ha dato vita due anni fa a ImmensaMente, un gruppo online di lettura, scrittura e ricerca sulla produzione letteraria di autrici, italiane e straniere appena due anni fa. Le relazioni sono tutto e la nascita di questo gruppo di studio, ascolto e ricerca ne è l’esempio. È nel corso degli incontri di Immensamente che emergono due domande fondamentali, semplici e insieme radicali: che relazione esiste tra l’espressione letteraria e il disagio psichico? E quella sofferenza, cosa permette di dire in più, che altrimenti resterebbe muto?

Nell’introduzione del Dipartimento integrato di Salute Mentale, Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza e delle Dipendenze Patologiche dell’ASL Roma 2, Massimo Cozza, che ne è il direttore, evidenzia l’approccio di questo Dipartimento: per il quale la cura della sofferenza psichica non può esaurirsi nell’ambulatorio. La cultura (letteratura, musica, teatro, arte) è parte integrante, e non accessoria, della tutela della salute mentale. È questa convinzione, maturata nella pratica clinica quotidiana e nella riflessione teorica di anni di lavoro sul territorio, ad aver dato vita, nel 2022, al Festival della Salute Mentale Ro.Mens, per l’inclusione sociale contro il pregiudizio.

Rai per la Sostenibilità ESG, la Direzione che si occupa dei rapporti con le organizzazioni e delle tematiche del mondo sociale, sceglie di porre l’attenzione su responsabilità sociale e comunicazione, come in un legame tra una e l’altra che dovrebbe essere indissolubile. Il Quaderno si pone come una versione 2.0 del Vademecum citato in apertura, ampliandolo i suoi contenuti e rivolgendosi ai giovani, per sensibilizzarli sull’uso delle parole e sull’uso della letteratura come lente per conoscere la propria persona, quella degli altri e ciò che ci circonda.

L’ultima introduzione è quella di Daniela De Robert, consigliera dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti. La violenza scaturita dalle parole di alcuni professionisti mal si adatta alla narrazione di fatti di cronaca, specialmente nell’ambito della salute mentale. Si abusa di terminologie inerenti la follia e uno stato di pericolosità cronica, che niente ha a che vedere con ciò che realmente è la fragilità mentale. Ogni parola può fare la differenza, nel proprio sé e nel contesto in cui è inserita. Insieme a vari progetti già in corso di educazione all’informazione e di cittadinanza digitale nelle scuole, si hanno anche quelli inerenti a una maggiore consapevolezza sulla disabilità (Conoscere la disabilità) e sulla violenza di genere, insieme a tutto quello che è affine a quest’ambito (Oltre le parole. Stalking, maltrattamenti, violenze, stupro, femminicidio: come comunicare la violenza contro le donne). Ad essi si aggiungono, certamente, anche il Vademecum “Informare sulla Salute Mentale” e LetteralMente.

Tutti possono fare la propria parte, nessuno escluso: è in virtù di questa consapevolezza che è stato espresso, all’interno della presentazione del Quaderno, l’intento di volerlo diffondere nei luoghi di cultura, che non siano soltanto le scuole.

C’è poi una quinta introduzione, elaborata da Emanuele Caroppo e Lilia Bellucci, che fa sintesi dell’utilità del progetto. Termini alti e impegnativi come democrazia e libertà vengono associati ala pratica della lettura. Ma della lettura viene individuato anche il potenziale preventivo primario (quello vero) del disagio, soprattutto di quello giovanile.

“Quando uno studente legge una pagina che gli somiglia, accade qualcosa di clinicamente rilevante prima ancora che culturalmente nobile — trova un nome per un sentire che credeva inesprimibile, e nel nominarlo comincia già a contenerlo”

Lo auguriamo spesso, ma questa volta con più appropriatezza di contesto: buona lettura.