Ecoansia e Salute. Il verde in città può farci stare meglio, migliorando umore e ansia

Ecoansia e Salute. Il verde in città può farci stare meglio, migliorando umore e ansia

Quando si parla di crisi climatica si pensa subito all’ambiente, ai ghiacciai che si sciolgono, all’inquinamento e alla perdita di biodiversità. In realtà, però, il cambiamento climatico può avere conseguenze anche sulla nostra salute mentale. A risentirne sono soprattutto i giovani, che spesso guardano al futuro con molta più preoccupazione. Una possibile soluzione, almeno in parte, può essere quella di rendere le città più verdi e vivibili.

Che cos’è l’ecoansia?

Pensare a quello che sta succedendo al pianeta può creare paura, stress e anche una sensazione di impotenza. La preoccupazione per il cambiamento climatico, la distruzione degli ecosistemi e la perdita della natura viene spesso chiamata ecoansia. Il termine deriva dall’inglese eco-anxietye, diffuso soprattutto tra gli anni Novanta e Duemila. Non è considerata necessariamente una malattia, ma può diventare un problema quando la paura per il futuro inizia a influenzare la vita di tutti i giorni. Inoltre, può essere pesante per chi soffre già di ansia o depressione.

I giovani sono tra le persone più coinvolte. L’adolescenza e i primi anni dell’età adulta sono momenti in cui si costruisce la propria identità e si comincia a pensare seriamente al futuro. Vivere in un periodo in cui si parla continuamente di crisi climatiche, disastri naturali e problemi ambientali può quindi rendere più difficile immaginare un futuro positivo.

Quando la natura diminuisce, aumenta il disagio

Un altro problema è la perdita degli spazi naturali. Alberi, parchi, fiumi e altri ambienti naturali non servono solo a proteggere piante e animali, ma hanno anche un effetto positivo sulle persone. La natura, infatti, può aiutare a migliorare la qualità dell’aria, abbassare le temperature durante le giornate più calde e offrire luoghi dove rilassarsi e staccare un po’ dalla vita quotidiana. Tutti questi benefici vengono chiamati servizi ecosistemici.

Quando gli spazi verdi diminuiscono o diventano difficili da raggiungere, anche la qualità della vita può peggiorare. Questo problema è particolarmente evidente nelle città, dove ci sono sempre più edifici, strade e superfici in cemento e spesso non abbastanza aree verdi.

Più verde può significare più benessere

Avere della natura vicino casa può fare una differenza concreta e sostanziale. Anche semplicemente fare una passeggiata in un parco o stare tra gli alberi e nel verde può aiutare a ridurre lo stress, migliorando l’umore e la concentrazione, come ad esempio evidenziano gli studi sul Forest Bathing. Poche ore al mese bastano per percepire un netto miglioramento dell’umore ad esempio, secondo studi scientifici come quello di Korpela e collaboratori (2010)⁴.

Al contrario, vivere in zone poco verdi può essere collegato a una maggiore esposizione allo stress e a un rischio più alto di problemi legati all’ansia e alla depressione, come gli studi condotti dall’Istituto Superiore di Sanità post Covid, hanno evidenziato.

Per questo costruire città con più spazi naturali, parchi e alberi significa investire sulla salute delle persone che ci vivono, non solo come un modo per rendere più belli i quartieri.

Gli spazi verdi sono importanti anche per la salute fisica; gli alberi aiutano a ridurre alcuni inquinanti presenti nell’aria e a contrastare l’effetto isola di calore, fenomeno per cui le città possono diventare molto più calde rispetto alle aree circostanti.

Anche in Italia è un problema

Anche in Italia questi temi stanno diventando sempre più importanti. Il problema dell’ecoansia è particolarmente importante tra i giovani, anche perché si somma a una situazione in cui ansia e depressione sono già abbastanza diffuse tra gli adolescenti (Rapporto Ocse, 2026). L’ecoansia non è una paura personale, ma è segnale di un problema più grande, collettivo, che riguarda il rapporto tra ambiente, salute e società.

Per affrontarla servono diverse soluzioni insieme: maggiore educazione ambientale, attenzione alla salute mentale e città progettate in modo più sostenibile.

Cosa sta facendo l’Istituto Superiore di Sanità?

Anche l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) si occupa del rapporto tra ambiente e salute attraverso attività di ricerca e diversi progetti, tra cui il progetto VeBs, cioè ‘Il buon uso degli spazi verdi e blu per la promozione della salute e del benessere’. L’obiettivo è capire come progettare, gestire e mantenere meglio gli spazi verdi e blu della città per il benessere delle persone.

L’ISS studia anche il cosiddetto “deficit di natura”, ovvero la diminuzione del contatto che abbiamo con gli ambienti naturali. La riduzione degli spazi verdi urbani riduce il benessere psicologico e aumenta lo stress, come documentato nei rapporti sul Benessere equo e sostenibile (Bes) – Istat, tra cui quello del 2021, sull’ambiente.

Città più verdi, persone più sane

La crisi climatica ci fa capire una cosa importante: ambiente e salute sono molto più collegati di quanto possiamo pensare. L’aria che respiriamo, le temperature che sopportiamo durante l’estate, gli spazi in cui viviamo e la possibilità di stare a contatto con la natura influenzano il nostro benessere.

Combattere l’ecoansia non significa far finta che i problemi ambientali non esistano. Significa invece creare le condizioni per affrontarli senza sentirsi completamente impotenti. Ricorda: prendersi cura della natura significa anche prendersi cura di noi stessi.

“Nell’universale silenzio della natura e nella pace dei sensi, si sente il segreto potere conoscitivo dello spirito” – Immanuel Kant