“Le parole non sono mai neutre – sottolinea il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), Rocco Bellantone – possono aiutare a comprendere, avvicinare e creare fiducia; oppure possono alimentare paura, distanza, esclusione e discriminazione. Nel campo della salute mentale questa responsabilità è particolarmente evidente, perché il modo in cui raccontiamo il disagio psichico e i disturbi mentali contribuisce a costruire l’immagine pubblica delle persone che ne fanno esperienza. Contrastare lo stigma non è un compito accessorio. È un’azione di salute pubblica e, a tutti gli effetti, una forma di prevenzione”.
Sono queste le parole che hanno fatto da cornice e da filo conduttore al Convegno “Salute mentale, stigma e comunicazione: la forza delle parole”. tenutosi presso l’ISS, iniziativa promossa e inserita all’interno della V edizione del Festival della salute mentale RO.MENS, dedicato all’inclusione sociale e al contrasto del pregiudizio.
Il modo in cui la salute mentale e il disagio vengono percepiti può influenzare la richiesta di aiuto, per questo è fondamentale, da parte della comunità mediatica e sanitaria, fare attenzione alle parole e a ciò che le parole veicolano.
Per questo nasce il Vademecum per informare responsabilmente sulla salute mentale, frutto della collaborazione tra Rai per la Sostenibilità, Ordine dei Giornalisti e Dipartimento di Salute Mentale della Asl Roma 2, per auspicare l’utilizzo di alcune regole che possano promuovere una cultura sulla salute mentale libera da stereotipi, pregiudizi e falsi miti.
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Salute mentale, un vademecum per usare le parole giuste e contrastare lo stigma
Salute mentale e comunicazione, il Vademecum per usare le parole giuste
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