Alla fine del mese di Aprile il Ministero della Salute ha pubblicato la decima edizione del Rapporto salute mentale, Analisi dei dati del Sistema Informativo per la Salute Mentale.
C’è una regolarità in questi rapporti: ogni anno mancano i dati di qualche Regione, oppure alcune regioni trasmettono set di dati incompleti. Per carità, i problemi sono sicuramente altri: ma stupisce che anche arrivati alla decima annualità non si possa fare affidamento sulla regolarità e tempestività della comunicazione dei dati di funzionamento dei servizi, delle strutture e degli utenti che fanno riferimento ai servizi sanitari regionali.
Di seguito proponiamo alcuni dei dati principali del rapporto: non li commenteremo ma proveremo di volta in volta a definire la linea di tendenza decennale delle diverse variabili esaminate.
Costi
Il costo medio pro-capite, pari a 75,2 euro per ogni adulto residente in Italia, rappresenta un incremento del solo 2% rispetto all’analogo valore registrato nel 2015. Secondo gli indici di rivalutazione Istat dovremmo poter conteggiare, a condizioni invariate, almeno 89,7 euro (+21,6%).
| I costi | 2015 | 2024 |
| Costo medio annuo per residente | 73,8 | 75,2 |
| Centri di costo (in milioni di euro) | ||
| Assistenza psichiatrica territoriale | 3.517 | 3.572 |
| Assistenza ambulatoriale e domiciliare | 1.640 | 1.573 |
| Assistenza semiresidenziale | 436 | 404 |
| Assistenza residenziale | 1.442 | 1.595 |
| Assistenza psichiatrica ospedaliera | 223 | 192 |
| Consumo di Farmaci (in milioni di euro) | ||
| Assistenza Convenzionata | 449 | 513 |
Demografia degli utenti
Anche in carenza dei dati di due regioni (Abruzzo e Molise) il numero di utenti dei Servizi per la Salute mentale nel 2024 è pari a 845.516 unità, in diminuzione rispetto alle 854.040 registrate nell’anno precedente (sempre in assenza dei dati delle due regioni citate). C’è quindi una leggera flessione ma, come si vede nella tabella che riportiamo, non è la prima volta che il numero di utenti diminuisce. In alcuni casi questo dipende dalla mancata trasmissione di dati da parte di alcune regioni ma il dato in valori assoluti è significativamente associato al tasso calcolato per 10mila abitanti e soprattutto al valore dell’utenza che si presenta per la prima volta ai servizi.
| Anno | Utenti totali | Tasso per 10mila abitanti | Nuovi utenti
(first ever) |
| 2015 | 777.035 | 159,38 | 333.554 |
| 2016 | 807.035 | 160,90 | 310.031 |
| 2017 | 851.189 | 169,40 | 335.794 |
| 2018 | 837.027 | 166,60 | 323.707 |
| 2019 | 826.465 | 164,50 | 291.695 |
| 2020 | 728.338 | 143,40 | 232.376 |
| 2021 | 778.737 | 158,40 | 274.804 |
| 2022 | 776.829 | 154,20 | 269.273 |
| 2023 | 854.040 | 169,50 | 258.694 |
| 2024 | 845.516 | 171,90 | 258.999 |
La popolazione utenziale riproduce alcune caratteristiche demografiche del paese: con una leggera maggior presenza femminile (55,9%) e di adulti rispetto ai giovani. La quota di utenti tra i 18 e i 24 anni è però cresciuta rispetto alla precedente annualità, passando dalle 70.550 unità del 2023 alle 75.538 del 2024.
Altro tema caratterizzante è quello della popolazione straniera. Il tasso di utenti stranieri è pari al 99.3/10.000, inferiore quindi all’analoga misura per la popolazione autoctona (171,9/10.000). Nel 2024 gli utenti stranieri che sono stati in trattamento nel 2024 rappresentano il 5,7% del totale, percentuale solo lievemente cresciuta rispetto all’anno precedente quando arrivava al 5,5% e rimasta sostanzialmente stabile fin dalle prime rilevazioni.
Ulteriori informazioni caratterizzano la popolazione utente come prevalentemente celibe o nubile, residente presso la propria famiglia e infine con un basso grado di scolarizzazione. Variabili, queste, per le quali si riscontra una notevole mancanza di informazioni registrate (condizione non conosciuta).
Per quanto riguarda la posizione lavorativa, meno di un terzo degli utenti è in attività; sono largamente prevalenti coloro che non hanno una posizione lavorativa (disoccupati, casalinghe/i, pensionati, studenti e così via). Ma, ancora, per oltre ¼ degli utenti la posizione lavorativa non è nota.
Prestazioni e servizi
Oltre 10milioni di prestazioni erogate (con una media di più di 13 prestazioni ad utente) sono fornite da una compagine di operatori in cui sono preponderanti gli infermieri (44,1%) e quindi le professioni mediche (29.9%).
Considerando il tipo di interventi effettuati la graduatoria di frequenza si rappresenta come segue:
- attività infermieristica a domicilio e nel territorio: 33,9%;
- attività psichiatrica: 25,4%;
- attività di riabilitazione e risocializzazione territoriale: 10,7%;
- attività psicologica-psicoterapica: 7,4%;
- attività di coordinamento: 6,8%;
- attività di supporto alla vita quotidiana: 4,2%;
- una quota numericamente meno rilevante riguarda attività rivolte alla famiglia e attività di supporto.
Abbiamo voluto provare a confrontare i dati di questa edizione con quelli di 10 anni fa (2015). Colpisce l’aumento percentuale del personale infermieristico a fronte della diminuzione di quello medico, con una corrispondenza per quanto riguarda gli interventi tipici delle due categorie.
| Tipo di informazione | 2015 | 2024 |
| Prestazioni erogate | 10.199.531 | 10.061.000 |
| Numero medio prestazioni per utente | 13,5 | 13,6 |
| Infermieri e medici in percentuale sul totale degli operatori | ||
| Infermieri in % sul totale addetti | 41,3 | 44,1 |
| Medici in % sul totale addetti | 30,9 | 29.9 |
| Tipo di interventi in percentuale sul totale degli interventi | ||
| Attività infermieristica a domicilio e nel territorio | 31,9 | 33,9 |
| Attività psichiatrica | 28,2 | 25,4 |
| Attività di riabilitazione e risocializzazione territoriale | 12,3 | 10,7 |
| Attività psicologica-psicoterapica | 7,0 | 7,4 |
| Attività di coordinamento | 5,5 | 6,8 |
| Attività di supporto alla vita quotidiana | 5,5 | 4,2 |
Pr quanto riguarda le attività territoriali, il numero di giornate di presenza in strutture residenziali è aumentato del 50%; non tanto per la crescita del numero di utenti (in flessione del 2%) ma per l’estensione della permanenza presso le strutture (+64%) passata da una media di 2 anni a quella di 3,3 anni.
Sono invece diminuiti i volumi delle strutture semiresidenziali, comunque misurati: numero di accessi o numero di utenti, anche standardizzati per 10mila abitanti.
| Attività territoriale | 2015 | 2024 |
| Giornate di presenza presso strutture residenziali | 7.510.206 | 11.309.463 |
| Utenti presso strutture residenziali | 29.733 | 29.258 |
| Durata media del trattamento in strutture residenziali in giorni | 756,4 | 1.236,9 |
| Strutture semi residenziali | ||
| Numero di accessi | 1.704.595 | 1.378.111 |
| Utenti presso strutture semi residenziali | 28.809 | 22.325 |
| Accessi per 10.000 abitanti | 349,6 | 295 |
Nell’attività psichiatrica ospedaliera il segno meno caratterizza l’andamento del decennio. Soprattutto il numero di TSO appare quasi dimezzato, confermando la tendenza registrata nell’ultimo periodo. Si registra però un aumento pari al 9% di ricoveri in pronto soccorso per cause psichiatriche, anche se è andato diminuendo il numero di esiti di ricovero per gli accessi al pronto soccorso.
| Attività psichiatrica ospedaliera | 2015 | 2024 |
| Dimessi adulti con diagnosi di disturbo mentale | 178.965 | 141.317 |
| Giornate di degenza per disturbi psichici | 1.398.211 | 1.141.660 |
| Degenza media (giorni) | 12,6 | 12,2 |
| TSO | 8.777 | 4.586 |
| Accessi al Pronto Soccorso | 585.087 | 636.113 |
Tutti i dati presentati in questo articolo sono stati estratti e rielaborati da Rapporto salute mentale. Analisi dei dati del Sistema Informativo per la Salute Mentale (SISM), edizione 2025 e precedenti.
