I recenti dati sulla condizione di salute psichiatrica e psicologica degli italiani non rassicurano. Questo è quanto emerge dalle parole di Ester Pasetti, direttrice di Emergenza e Urgenza psichiatrica dell’Ausl di Piacenza: l’età dell’esordio psichiatrico si abbassa sempre di più e ora si attesta sui dodici anni.
Ma non è finita qui. Tra i ragazzi e le ragazze della nostra società scorre un nemico silenzioso, quasi impercettibile e molte volte nascosto: la paura di fallire, accompagnata dall’ansia da prestazione che nemmeno spinge i giovani a provarci, a tentare di fare qualcosa di nuovo e magari soddisfacente alla fine dei conti.
Per cercare di migliorare un po’ la situazione, si è pensato a una iniziativa, promossa da Progetto Itaca fin dal 2002, denominata “Prevenzione nelle scuole”. Con il supporto di Progetto Itaca ed i suoi volontari si cerca di diffondere informazione e consapevolezza tra gli studenti delle superiori, oltre a fornire loro strumenti adatti per preservare il loro benessere psicologico. Quest’anno si sono toccati numeri importanti: il progetto ha coinvolto 15 mila studenti di 135 scuole del nostro Paese, con il supporto di 110 volontari e 114 tra psichiatri, psicologi e assistenti sociali.
Oltre a voler preservare la salute mentale dei giovani, vi sono altri obiettivi per questo progetto:
- dare strumenti per riconoscere l’insorgere di un disturbo e per non confonderlo con i naturali “alti e bassi” propri dell’età adolescenziale;
- fornire dati e notizie giuste, oltre che scientifiche, sulle principali difficoltà mentali e sulle situazioni che influenzano il nostro benessere;
- incoraggiare i ragazzi a chiedere aiuto immediato se necessario, senza paura di un giudizio;
- scoraggiare lo stigma e i dubbi legati alle problematiche in ambito psicologico e psichiatrico.
Bisogna ricordare, però, che queste ultime insorgono spesso in età adolescenziale ma molto difficilmente sono considerate con il giusto peso, oltre che affrontate tempestivamente.
Sono sempre di più i giovani che domandano di essere ascoltati, senza pregiudizi: proprio da questo input è nato nel 2023 Paranoia Festival, una sorta di piattaforma di stampo culturale che devia il concetto di salute mentale da problema a possibilità.
Il manifesto del Festival è molto chiaro: “Chiedeteci come stiamo: confusi, disorientati, affacciati da pochi anni su un pianeta in fiamme e con una data di scadenza, già all’angolo, già inquinati, già vittime e prede, chiamati a mostrarci felici e vincenti, schiacciati tra ruoli che non ci corrispondono, gabbie per le nostre identità mutanti”.
Durante l’incontro si parla anche di iniziative pubbliche per sostenere la salute mentale dei giovani, come lo psicologo a scuola e la proposta di legge chiamata “Diritto a stare bene” (ne abbiamo parlato QUI) che ha lo scopo di fornire un servizio pubblico e gratuito per prevenire il disagio agli esordi e curarlo. Si tratta di una proposta su cui si investirebbero 3.3 miliardi di euro per far sì che si agisca nei luoghi “fragili” della vita di ognuno: ospedali, scuole, posti di lavoro. Per attuarla, servirebbero 50.000 firme di cittadini e cittadine italiane: la proposta è quella di istituire un dipartimento di psicologia, con una serie di servizi ad hoc. Si potrebbe così mettere in atto nel Sistema Sanitario un servizio pubblico su livello nazionale, regionale e territoriale, con professionisti della salute mentale ben formati con corsi di aggiornamento continui. Tutto ciò è promosso da Pubblica, associazione senza scopo di lucro nata per ampliare i diritti di tutti e diminuire i rischi di esclusione sociale.
I giovani di oggi hanno tanti strumenti a disposizione per stare bene e ci si augura che vengano messi in atto, fino a quando si arriverà al punto che le difficoltà mentali saranno ben al di sotto dei livelli di oggi e avremo futuri adulti più sereni, che sappiano aiutare i loro figli e altri ragazzi ad essere più consapevoli oltre che a stare meglio.
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