Il saluto a Franco Durelli, figura di spicco nel sociale del panorama romano

Il saluto a Franco Durelli, figura di spicco nel sociale del panorama romano

Addio a Franco Durelli, artista e insegnante d’Arte ben noto nei centri diurni del territorio romano.

Tra i pionieri dei laboratori artistici a Roma, pittore e insegnante d’Arte, Franco Durelli, ha dedicato gran parte della sua vita all’insegnamento. Nato a Rosora, in provincia di Ancona nel 1950, per poi trasferirsi a Roma, dove frequentò il Liceo e l’Accademia di Belle Arti di Via Ripetta. Ha collaborato con l’Associazione Basaglia ’84 diventando tra i primi a lavorare nei centri diurni per promuovere l’arte come terapia e come strumento di inclusione, emancipazione e dignità, nelle sedi dei centri diurni di via Federico Borromeo a Primavalle, di via Gioacchino Ventura a Primavalle e di via Tagaste ad Ostia.

Ha collaborato con la struttura del Santa Maria della Pietà, da manicomio a polo di salute e cultura, rendendolo uno spazio aperto alla cittadinanza, favorendo il dialogo tra associazioni, biblioteca pubblica e territorio del Municipio XIX.

Le sue opere sono state esposte in musei e collezioni private in Italia e all’estero, e negli ultimi anni ha anche partecipato al progetto “Muracci Nostri – La street art dal basso a Primavalle” donando alcuni dei suoi lavori. Una delle sue mostre a Roma era “Ri-Cicla”(2016), nel museo di Soratte, dove esprime attraverso la sovrapposizione di forme colorate, decostruendo le immagini. Tutto questo su fogli riciclati.

Questa figura importante nel panorama artistico romano e italiano è venuta a mancare a giugno del 2026, come comunicato dall’Asl Roma 1, dopo un lungo periodo di malattia. Ma la sua influenza rimane ed è presente in tutti i centri diurni che utilizzano l’arte come terapia, nel Santa Maria della Pietà, sui muri di Primavalle, e il suo ricordo rimarrà sempre presente alle persone che hanno lavorato e collaborato con lui.

Franco Durelli ha dedicato la sua vita alla pittura, all’insegnamento e alla promozione della cultura. Nel corso di oltre quarant’anni ha unito l’arte all’impegno sociale, portando i suoi lavori anche in contesti legati alla cultura e al benessere delle persone, testimoniando come l’arte possa diventare non solo espressione individuale, ma anche occasione di incontro, integrazione e crescita collettiva.

Noi crediamo molto nel connubio arte e salute mentale.

Come sottolineato dalla Rivista Nature Review Psychology, l’arte influenza la salute mentale agendo su più livelli contemporaneamente, stimolando il cervello e attivando aree legate alle emozioni, al piacere e alla memoria. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha più volte sottolineato, infatti, che la cultura non rappresenta un lusso, ma una vera necessità per la salute e il benessere collettivo.

L’arte aiuta a ridurre lo stress e offre un luogo dove poter esprimere le proprie emozioni, da quelle negative a quelle positive. Difatti questa può essere uno strumento catartico che può aiutare a elaborare traumi, esprimere emozioni represse o farne uscire di nuove, come una palestra per la mente. Anche in Italia esistono realtà di questo tipo, come ad esempio quella in Abruzzo dell’Ateneo del Centro BACH dove si promuove la cultura per migliorare le condizioni degli utenti attraverso l’arte.

 

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La bellezza e la cultura per stimolare il benessere: l’arte come cura contro ansia e depressione

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