La ASL Roma 2 ha ospitato una delegazione di rilievo nazionale di esponenti della salute mentale dal Giappone, per presentare loro l’organizzazione dei servizi italiani dopo la rivoluzione Basaglia.
Avviata con la legge 180 del 1978 e portata avanti da Franco Basaglia, la riforma del sistema di assistenza per la salute mentale ha permesso il superamento dei manicomi, puntando tutto su una cura basata sul riconoscimento dei diritti del paziente, sull’inclusione e sulla comunità territoriale.
Dopo 50 anni da quella legge fondamentale, il modello della sanità pubblica italiana si riconferma un faro di progresso etico e organizzativo riconosciuto nelle diverse aree del mondo, da quelle più sviluppate a quelle che scontano invece ancora ritardi organizzativi e funzionali.
Ad accogliere gli ospiti dal Giappone è stato il Direttore del Dipartimento, il dottor Massimo Cozza. Il Direttore, dopo aver portato i saluti del Direttore Generale, ha presentato agli ospiti l’organizzazione dei servizi del dipartimento, iniziando proprio dalla rivoluzione della Legge Basaglia.
Fondamentale è la relazione umana; proprio per questo ad esempio oggi in ogni reparto SPDC e nelle comunità si trovano solo un massimo di 20 posti letto o meno. In media 100 nelle strutture residenziali psichiatriche.
Centri diurni, comunità riabilitative e appartamenti assistiti permettono agli utenti di proseguire il percorso di cura anche all’esterno di strutture protette, garantendo loro libertà e coltivando i loro affetti. Si crea così una rete di supporto non solo con il paziente, ma anche con la famiglia.
Si è parlato anche del ruolo dei professionisti sanitari che si prendono cura della persona in ambito terapeutico riabilitativo, come terapisti occupazionali, educatori e tecnici della riabilitazione oltre a infermieri e assistenti sociali.
La delegazione giapponese ha presentato il sistema sanitario nel campo della salute mentale in Giappone.
Una forte presenza ospedaliera e i ricoveri di lunga durata sono ancora presenti nel sistema sanitario giapponese, che però vuole puntare all’importanza del ruolo della comunità e dell’inclusione sociale nella vita di ogni paziente.
Proprio per questo la delegazione ha visitato con interesse il centro diurno Villa Lais e la Comunità Basaglia, un centro residenziale del servizio territoriale della ASL Roma 2. Hanno potuto così osservare una realtà differente dall’organizzazione giapponese, centrata sulla valorizzazione della persona.
L’incontro ha rappresentato un momento di alto profilo istituzionale e internazionale, confermando il valore della cooperazione e dello scambio tra sistemi sanitari differenti.
L’interesse e l’entusiasmo manifestati dalla delegazione costituiscono un riconoscimento significativo per il lavoro svolto quotidianamente dai professionisti della ASL Roma 2 e per un modello di salute mentale fondato su diritti, prossimità, integrazione e partecipazione.
Per approfondimenti:
Dalla riforma Basaglia ai servizi territoriali: una delegazione giapponese in visita alla ASL Roma 2
Salute mentale, il Giappone incontra la ASL Roma 2
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