“Il patuto vale chiù re lo saputo”
(Antonio Loperfido)
La professione dello psicologo e dello psicoterapeuta rivestono un’importanza fondamentale nella società, soprattutto per il loro ruolo di cura dell’altro e dell’agito compiuto nei suoi confronti. Questo è uno dei concetti rilevanti presenti nell’ultimo libro di Antonio Loperfido (Edizioni Sabinae, 2025) intitolato “Il terapeuta e l’Umano. Una relazione di cura, riconoscenza e trasformazione”.
Il libro inizia con la storia della formazione dell’autore pur non trattandosi di un’autobiografia ma di una riflessione su varie tematiche, legate alla professione. Dal politico Robert Kennedy fino a Martin Luther King, vi sono delle figure di spicco che hanno guidato la crescita di Loperfido, professionale e non, oltre a luoghi come l’Istituto per Ciechi di Padova “L. Configliachi” dove ha avuto la possibilità di lavorare dopo aver lasciato Noci, la sua città di origine pugliese.
Possiamo provare, comunque, a concentrarci sulla frase citata a inizio articolo, che sottolinea quanto sia fondamentale il rapporto terapeuta/paziente rispetto al sapere accademico in sé per sé.
Il vero processo di cura, in realtà, si ha quando si va oltre ciò che si è vissuto e ci si concentra più sull’umanità rispetto alla tecnica studiata ed utilizzata.
Ci si pone così in una posizione di ascolto assoluto e di sospensione del già saputo, per raggiungere un altro livello di consapevolezza e completezza. I significati di questo concetto sono principalmente tre:
- Si deve andare contro il dogmatismo (l’affidarsi troppo a concetti accademici può porsi come una barriera tra il terapeuta e la sofferenza di chi è seguito);
- Vi sono trasformazione e consapevolezza reciproca (se non si assume di conoscere completamente il paziente, si può arrivare a questo status);
- Infine, nel caso di lutto e malattie croniche, il saputo accademico lascia spazio all’esperienza dell’ignoto del vissuto di chi è seguito dal terapeuta.
Tra le altre tematiche presenti nel libro si trova la formazione di gruppi terapeutici diretti a tre categorie di pazienti come quelle con disturbo di attacchi di panico (DAP), con Sclerosi Multipla (SM) e da Psicosi Schizofrenica; il secondo tema, come già anticipato, riguarda il rapporto terapeuta-paziente che non si pone soltanto come intervento psicologico ma come processo di trasformazione e riconoscenza.
Questo libro dello psicologo clinico e psicoterapeuta Antonio Loperfido, già dirigente psicologo presso l’Azienda Sanitaria Friuli Occidentale e responsabile del CSM di Pordenone, offre uno spunto di riflessione sull’essere psicologo e psicoterapeuta ed è consigliato sia ai professionisti sia a chi vuole saperne di più sull’importanza dell’utilizzo del gruppo terapeutico nelle diverse esperienze di vita.
