La salute mentale riformata in Europa. Quattro Paesi seguono la via basagliana

La salute mentale riformata in Europa. Quattro Paesi seguono la via basagliana

In Europa il concetto di salute psichica non è uguale per tutti. Ci sono Paesi che hanno attuato riforme al riguardo (come l’Italia) e chi, al giorno d’oggi, possiede ancora sul suo territorio le istituzioni manicomiali, come la Francia. Ci sono inoltre i cosiddetti “modelli virtuosi” come quello belga a Geel, dove le persone con disagio mentale vivono in contesti familiari da tempo; invece si parla di “unità aperte” in Svizzera, nonostante l’istituzione sia quella degli ospedali psichiatrici. Un esempio di una giornata tipo in una struttura psichiatrica privata in Svizzera viene spiegata qui.

Entro il 2030 la depressione sarà la maggior causa di disabilità nel mondo; in Europa, attualmente, il 24% dei ragazzi sotto i 25 anni soffre di sintomi depressivi. L’OMS Europa ha registrato come 1 persona su 6 soffra di disturbi mentali; allo stesso tempo, però, 1 persona su 3 non riceve cure adatte. Il focus, però, non è soltanto sui giovani ma anche sugli anziani, perché un over 60 su 4 dichiara di sentirsi solo. In ambito medico e infermieristico, inoltre, un medico e infermiere su 3 conferma di soffrire di sintomi inerenti il disturbo depressivo maggiore.

Repubblica Ceca, Estonia, Finlandia e Irlanda sono i Paesi europei dove recentemente vi è stata una riforma inerente la salute mentale, sulla via dei precedenti risultati italiani della Legge Basaglia. L’OMS ha studiato le loro riforme riguardanti il finanziamento a livello di salute, in particolare quella mentale, specialmente per le persone a basso reddito e i bisogni della fascia di età 0-18 anni (bambini e adolescenti).

È sempre maggiore la richiesta di aiuto sanitario per la salute mentale nella regione europea dell’OMS. Le riforme analizzate nascono e si consolidano secondo alcuni fattori, tra cui l’investimento di base in infrastrutture e capacità, che si pone come l’inizio di un concetto adatto di assistenza. Il tutto può proseguire poi grazie a una base governativa forte, in modo da mantenere una continuità nel tempo. I tempi di attesa, inoltre, si riducono grazie a un’intensificazione dell’assistenza primaria e dei servizi comunitari di salute mentale; oltre a ciò, si finisce per avere cure continue e anticipare l’intervento necessario a livello sanitario. Un altro punto fondamentale è quello che riguarda il pagamento del ticket per le cure in ambito mentale: la riforma considera quindi anche l’ambito economico.

Concentriamoci ora però sulle particolarità delle riforme dei singoli Paesi europei sopra citati.

Nella Repubblica Ceca sono stati potenziati i centri di salute mentale comunitari, riducendo i ricoveri ospedalieri e dando sollievo alla quotidianità di persone sofferenti di disagio mentale grave.

In Estonia l’assistenza primaria per le difficoltà psicologiche e psichiatriche è stata migliorata in vari modi: ad esempio ci si è concentrati sul ruolo della psicoterapia da remoto e sulle consulenze multidisciplinari tra medici di famiglia e specialisti, oltre che sull’importanza delle linee guida cliniche più mirate.

La Finlandia ha riversato la sua attenzione sulla fascia di età infantile e adolescenziale riducendo, in particolar modo, i tempi di attesa di accesso ai servizi di salute mentale, data la sempre più alta richiesta di aiuto da parte di giovani e giovanissimi.

In Irlanda, invece, ci si è concentrati sulle persone aventi basso reddito, grazie al programma nazionale di consulenza nell’assistenza primaria. Questa strategia adottata ha permesso di ridurre inoltre i tassi di autolesionismo e suicidio.

Vi deve essere, soprattutto, un monitoraggio continuo in ambito economico e sanitario di queste riforme, in modo da poter sempre apportare un miglioramento in caso di necessità. Gli strumenti digitali possono essere utile per consentire l’accesso comunitario ai servizi sanitari, ma vanno usati con criterio. La prevenzione e lo sviluppo nel tempo delle riforme sono rafforzati dalla collaborazione multidisciplinare tra sanità e servizi sociali.

La salute mentale è importante tanto quanto quella fisica, non bisogna mai stancarsi di dirlo e queste riforme possono essere un passo importante per ampliare il concetto di salute psichica di tutti e non lasciare indietro nessuno.

 

Per approfondimenti sull’accesso a cure sanitarie accessibili in Asia Centrale ed Europa, si può visitare la piattaforma UHC Watch.