INCLUSION FEST 2026 – Più di un Festival… un viaggio da ricordare!

INCLUSION FEST 2026 – Più di un Festival… un viaggio da ricordare!

Ci sono viaggi che iniziano molto tempo prima della partenza, quando prepari lo zaino, insieme ai vestiti, ci metti aspettative, curiosità qualche paura e tanta voglia di lasciarti sorprendere.

Così è iniziato anche il nostro!

Dal 18 al 21 giugno siamo partiti da Roma alla scoperta dell’Umbria; il gruppo della comunità Urbania insieme al progetto musicale Musica in Cammino, abbiamo accolto con entusiasmo l’invito di Mattia organizzatore del Festival Inclusion Fest.

Prima di partire qualcuno ha esclamato sorridendo “caspita …che gruppone”

Una frase che racchiude tutto: l’emozione della partenza, l’incertezza di ciò che avremmo trovato e la voglia di vivere insieme un’esperienza nuova.

Quando le relazioni costruiscono nuovi viaggi

Il nostro viaggio è iniziato con una sorpresa, ad accoglierci è stato un antico monastero trasformato in hotel, immerso nel verde e con una vista mozzafiato su Perugia. Abbiamo ritrovato le persone che negli anni passati la comunità Urbania aveva conosciuto durante varie esperienze in Umbria, e abbiamo capito che le relazioni costruite nel tempo continuano a generare altre relazioni, incontri e nuove opportunità.

 

Perugia: lasciarsi stupire

Il venerdì abbiamo scoperto Perugia insieme alla guida Daniela che ci ha accompagnato attraverso la città nascosta, tra vicoli scorci e luoghi ricchi di storia. Abbiamo visitato il Museo Nazionale passeggiando tra le vie del centro e scoperto la Casa del Cioccolato trovando anche poi tempo per qualche acquisto.

       

 

 

 

 

Per me, Serena, che faccio parte del progetto Arte a Spasso, questa giornata a Perugia ha avuto un significato molto emozionante:

“È stato un soggiorno ricco di stimoli. Amo l’arte e visitare Perugia, Deruta e Rasiglia è stato emozionante. Ogni luogo ci ha regalato qualcosa di speciale. Mi porto la bellezza dei borghi della cultura e soprattutto la condivisione di tutto questo con il gruppo”

La giornata poi si è conclusa con una serata disco, per qualcuno era la prima volta dopo tanti anni…

“Era tantissimo tempo che non andavo a ballare… che emozione “

   

A volte basta una serata così per riscoprire emozioni che sembravano dimenticate.

Deruta e l’Inclusion Fest

Il sabato mattina abbiamo visitato Deruta, siamo andati al museo delle ceramiche e in alcune botteghe si poteva osservare artigiani mentre trasformavano la ceramica in autentiche opere d’arte.

   

Nel pomeriggio ci aspettava il momento più atteso del viaggio: Il Festival Inclusion Fest.

Ad accoglierci c’era Mattia insieme a tante persone abbiamo respirato un clima autentico dove la parola inclusione diventava partecipazione, ascolto e desiderio di stare insieme.

Poi è arrivato il momento… siamo saliti sul palco!

       

“Io, Paola, faccio parte di Musica in Cammino da circa un mese e quella di Perugia è stata la mia seconda esperienza su un palco. Devo ammettere che ero parecchio agitata e piena di adrenalina. Appena siamo saliti sul palco però tutta l’agitazione è scomparsa e sono riuscita a divertirmi davvero. Mi ha aiutata tantissimo la complicità che si è creata con tutti i componenti del gruppo. Il fatto di esibirsi in un contesto nuovo ci ha uniti ancora di più e ci ha insegnato a sostenerci a vicenda. Questo viaggio mi ha fatto capire che non bisogna mai arrendersi e che vale sempre la pena rimettersi in gioco, anche quando si incontrano delle difficoltà…è qualcosa che porterò per sempre con me.”

Le parole raccontano perfettamente ciò che abbiamo vissuto tutti; non solo un’esibizione, ma un’esperienza capace di rafforzare il gruppo, far crescere la fiducia reciproca e trasformare l’emozione in energia positiva.

L’ultima tappa

Prima di rientrare a Roma abbiamo voluto regalarci un’ultima meraviglia, raggiungendo Rasiglia, la piccola Venezia dell’Umbria.

    

Tra ruscelli, vicoli e ponticelli abbiamo condiviso un picnic e ci siamo concessi il tempo di rallentare, osservare e ripensare a ciò che avevamo vissuto in questi 4 giorni.

Lo zaino del ritorno

Prima di concludere ogni esperienza che viviamo insieme c’è una domanda che Raffaella ci pone sempre. È un momento ormai diventato parte dei nostri viaggi: ci fermiamo, ci guardiamo e proviamo a capire che cosa ci portiamo davvero dentro di noi. La domanda anche questa volta è stata fondamentale…

“Che cosa ti porti nello zaino di questa esperienza?”

(ne riportiamo alcune) 

Questo viaggio mi ha aiutata ad avere meno paure

 È stata un’unione… al concerto c’era l’allegria di tutti noi

 Mi porto a Roma la spensieratezza

 Siamo stati un bel gruppo

 Mi porto il ricordo di questi momenti… per sempre

 La voglia di essere amici

 Ho riscoperto vecchie emozioni

 Non pensavo fosse così bello… che sorpresa!

 L’essenziale nei piccoli gesti

 È stata la mia prima esperienza… mi porto la bellezza di stare insieme… siamo forti!

 (….)

Al ritorno a Roma, a rendere ancora più speciale la nostra esibizione come Musica in Cammino è stato anche il riconoscimento da parte della Fondazione Vecchioni, che ha espresso il proprio apprezzamento per il tributo che abbiamo realizzato con la canzone Samarcanda, ringraziandoci pubblicamente sulla loro pagina social.

Un riconoscimento che premia la qualità artistica dell’esibizione e il valore umano di un percorso che continua a crescere attraverso la musica.

In questo viaggio c’è chi ha trovato più coraggio, chi nuovi amici, chi ha ritrovato leggerezza e chi la conferma che esperienze come queste, condivise e di questa portata possono cambiare davvero il modo di guardare se stessi e gli altri.

Per noi l’inclusione non significa soltanto esserci, ma significa partecipare, condividere, costruire relazioni e sentirsi parte di una comunità. Questo è il bagaglio più prezioso che abbiamo portato insieme a Roma dall’esperienza dell’Inclusion Fest.

Questo viaggio ci ha aiutato a ritornare nel nostro quotidiano…

ma diversi da come siamo partiti!

 

Un racconto di

Serena Ughi, Paola Majri e Raffaella Musillo