La testimonianza di Alfredo Lacerenza attraverso gli scritti raccolti da Rosanna Canero Medici

La testimonianza di Alfredo Lacerenza attraverso gli scritti raccolti da Rosanna Canero Medici

 

Perché scrivo? Per paura.

Per paura che si perda il ricordo della vita delle persone di cui scrivo,

per paura che si persa il ricordo di me.

Fabrizio De Andrè

Sono passati 48 anni dalla chiusura dei manicomi. Tante cose sono cambiate, tante devono cambiare ancora. Il lavoro di approfondimento del contesto socio-politico e culturale che ha permesso di lasciar fiorire la Legge Basaglia 180/1978, non è mai abbastanza. Soprattutto per i giovani e quei giovani che intraprendono anche una formazione in ambito della salute mentale. Questo è uno degli obiettivi che ha inspirato l’autrice Rosanna Canero Medici, alla pubblicazione di I cancelli si aprono. Dai manicomi di ieri ai TSO di oggi, edito da Edizioni Psiconline 2021.

Continuare a dare luce ad un percorso storico così rilevante non è cosa facile, e ci ricorda che non possiamo continuare a cambiare le cose se non conosciamo la trasformazione epocale che ha ridato la dignità a chi l’aveva persa varcano i muri dei manicomi.

Franco Basaglia è portatore di un’eredità che noi abbiamo l’onore e l’onore di continuare a divulgare. E l’autrice lo fa partendo dalla Legge Giolitti del 1904 attraverso un excursus storico mettendo in risalto i fatti salienti che portarono all’iter legislativo della Legge 180, all’interno della Legge nazionale sul Sistema Sanitario e all’organizzazione dei Servizi territoriali a cui tutt’oggi è affidato il trattamento dei disturbi psichici, attraverso il Dipartimento di Salute mentale, il Centro di salute mentale, i centri Diurni, le comunità terapeutiche, gli SPDC.

L’autrice dedica il suo lavoro a tutti color che hanno conosciuto per qualche pezzo della loro vita o per alcuni, l’intera vita, l’annientamento della persona attraverso la segregazione nei manicomi, con l’auspicio che ulteriori cambiamenti portino luce dove prima vi era solo oscurità.

Niente sarà più come prima. Ricordi di un ragazzo che voleva cambiare il mondo al santa Maria della Pietà, a cura di Rosanna Canero Medici ed edito sempre da Edizioni Psiconline, (2022), raccoglie invece la testimonianza della figura di Alfredo Lacerenza, psicologo e caro amico dell’autrice, vincitore del premio Franco Basaglia nel 2010 per la sua attività dedicata al reinserimento lavorativo ed abitativo dei lungodegenti del Santa Maria della Pietà di Roma. Questo racconto ripercorre passo dopo passo, l’avvicinarsi di Lacerenza ai temi della salute mentale, prima come volontariato presso il centro di salute mentale, poi del Comprensorio del Santa Maria della Pietà, l’incontro o scontro con l’utilizzo dell’elettroshock, e chi lo utilizza per eseguire direttive. Ma a questo Alfredo non ci sta.

“Tutti noi siamo niente di fronte a loro. Io non voglio continuare a rimanere un niente e voglio lottare per me, per te, per tutti voi. Per fare in modo che queste cose cambino. Farò di tutto te lo giuro, perché non ti facciano l’elettroshock.”

Aveva esclamato Alfredo proponendosi come sostituto di chi avrebbe dovuto fare l’elettroshock, incrociando sguardi di infermieri e medici che spacciavano tale metodo come non pericoloso ai ricoverati e come assolutamente dannoso a lui che si offriva di farlo. Naturalmente voleva essere provocatorio.

Ma così nasce e cresce la voglia rivoluzionaria di cambiare le cose, di voler mandare via quell’odore di manicomio quasi impossibile da togliersi via.

Il contributo poetico e narrativo di Alfredo Lacerenza, è raccolto anche in Positivo e Negativo. Una autoanalisi tra versi, pensieri e altre cose, a cura di Rosanna Canero Medici e sempre edito da Edizioni Psiconline, di cui riportiamo un breve tratto:

Ricordo il primo giorno che entrai al Santa Maria della Pietà (Roma).
Era il 3 giugno 1978.
Mi avviavo al 7° padiglione dove si riunivano operatori e volontari per cercare un’operatività per applicare la 180. Ma di questo ne riparliamo.
Dovevo passare davanti al 5° padiglione, femminile oligofrenici, da dove uscivano delle urla.
Mi avvicinai ad una finestra dove c’era una ricoverata che mi chiese: “Siete tanti fuori?” Non la dimenticherò mai, come non dimentico la promessa che le feci: “Tra poco sarai fuori anche te ed i manicomi non ci saranno più”.


Non c’è niente da aggiungere a queste righe, a questo sgomento, a questa forte determinazione nel voler cambiare le cose.
Quello dell’autrice Rosanna Canero Medici è un tentativo di non lasciare che testimonianze così preziose appartenenti al periodo rivoluzionario della Legge 180 non vengano dimenticati.