Come annunciato la scorsa settimana, sono iniziati gli interrogativi sulla delega al governo per il riordino del SSN. I rappresentanti del Collegio nazionale dei dipartimenti di salute mentale hanno eccepito che dichiarare di voler ‘potenziare’ i servizi sanitari senza risorse aggiuntive significa, nella pratica, spostare risorse, ridurre servizi esistenti, aumentare la compartecipazione alla spesa o favorire esternalizzazioni al privato.
Segnaliamo poi un approfondimento sul tema della violenza filio-parentale: un articolo ricco di spunti, di riferimenti scientifici e di questioni che meritano attenzione.
Molte testate danno notizia di un rapporto di ricerca del Censis su “Salute mentale e salute del cervello nella concezione della salute degli italiani”, dal quale emerge la diffusa familiarità degli italiani con il disagio mentale ma anche il giudizio critico sulle capacità di risposta del SSN.
Avevamo già trovato qualche riferimento, ma oggi fa notizia che all’ASST di Cremona la Video Game Therapy è entrata ufficialmente nei percorsi di salute mentale come strumento terapeutico a supporto delle cure tradizionali. Si va in ambulatorio e si gioca (non è così semplice, ma si comincia da qui)
Rimanendo in target: sempre più occasioni di incontro con i giovani vengono organizzate da servizi pubblici e organizzazioni del terzo settore: bene, perché se si continua a stare nei servizi ad aspettarli, significa arrivare sempre un po’ più tardi di quanto si dovrebbe.
Giacché ormai se ne parla anche negli autobus, lo sottolineiamo anche qui: ci sono diffusi dubbi sull’equilibrio mentale del presidente Trump: si parla diffusamente della precarietà delle sue condizioni psichiche. Capiamo la preoccupazione anche se, in realtà, ci piacerebbe saperne di più sullo stato di protezione pubblica delle persone con disagio mentale negli USA. Si continua a volare sul nido del cuculo?
