Dopo due settimane di ferie la nostra casella delle segnalazioni traboccava. Cerchiamo di fare ordine.
Si parla ancora di intelligenza artificiale anche grazie alle dichiarazioni che arrivano da Google: reduci da qualche sconfitta giudiziaria e messi all’indice per la troppa confidenza con cui l’AI – anche quella di casa Google – fornisce risposte su tematiche delicate come il malessere psicologico, da ora in avanti Gemini dovrebbe favorire il reindirizzamento verso professionisti e servizi; e per buona misura la società californiana mette a disposizione una cifra cospicua per sostenere le linee di assistenza per le emergenze acute. Per la salute mentale l’evoluzione tecnologica porta croci ma anche un po’ di delizie.
Su diverse testate compaiono i consigli di esperti relativi agli effetti negativi sulla salute mentale della instabilità del mondo, tra crisi climatiche e scenari di guerra. Detta in breve (e quindi necessariamente semplificando) ne vien fuori che, visto che la nostra capacità di influire è drammaticamente bassa, la strategia migliore è quella di imparare a convivere con le minacce. La resilienza: purché non diventi indifferenza.
Molte segnalazioni sono relative ad iniziative locali: dai festival ai progetti condivisi all’interno delle comunità locali, dalle mostre di fotografia fino alla proposta di una scuola popolare per la salute mentale. Ne proponiamo un campione anche per restituire l’impressione – ormai solida – che i territori si muovano sulla salute mentale andando anche a cercare nuovi modi e nuove alleanze per fare “servizio”. Perché, da quel che leggiamo, non si tratta solo di sensibilizzare, ma di fare insieme e di riportare la salute mentale nei contesti di vita, soprattutto per quanto riguarda i giovani. Una risposta anche al rischio, segnalato su qualche testata, che la Dipartimentalizzazione, associata alla riduzione del numero di ASL, possa allontanare la salute mentale dai territori.
E si parla ancora di contenzione meccanica: per superarla.
E già: siamo ancora qua.
