Il 70% delle persone con disagio mentale trova risposte più facili nel privato

Il 70% delle persone con disagio mentale trova risposte più facili nel privato

Nell’intervista rilasciata da Federico Spandonaro a Simone Spetia nella trasmissione 24Mattina del 22 Gennaio, uno dei temi forti del 21° Rapporto Sanità del Crea riguarda la crescita della spesa privata per l’accesso ai servizi sanitari. È un comportamento che riguarda l’intero comparto sanitario ma anche, all’interno di quello, l’assistenza psichiatrica o, per meglio dire, le prestazioni relative alla salute mentale.

Uno dei meccanismi evidenziati (identificato anche dalle indagini ISTAT) è quello per il quale l’accesso ai servizi pubblici passa attraverso una visita preso uno specialista privato. Questo riguarda in particolare la popolazione più fragile e anche quella che ha meno capacità di orientarsi per accedere alle cure pubbliche, scontrandosi ad esempio con la lunghezza delle liste di attesa. La valutazione (riferita anche a quanto analizzato da altri centri studi) è che il servizio pubblico riesca oggi a rispondere solo al 50-60% della domanda. Una stima questa che diventa ancora più importante rispetto alla Salute Mentale, settore in cui cerca e ottiene risposte nel privato il 70% delle persone in condizioni di bisogno. Specifichiamo che, secondo Spandonaro, si deve parlare in questo caso di bisogni ibridi, in cui la componente sanitaria interagisce con quella sociale rendendo più complessa la valutazione della domanda rispetto, ad esempio, a situazioni di malattia acuta in cui il profilo diagnostico può essere più facilmente definito.

 

Nel Rapporto un intero capitolo è dedicato alla Salute Mentale. Tra i dati che vengono riportati nel capitolo risalta il fatto che i disturbi mentali siano la causa principale di disabilità a livello mondiale, ma anche che vi sia, per le persone con condizioni gravi, una riduzione della aspettativa di vita valutabile tra i 10 ed i 20 anni.

 

Il rapporto può essere letto o scaricato seguendo questo link.