La dipendenza da sostanze rimane un fenomeno rilevante nel nostro Paese, specialmente nelle fasce di età adolescenziale e prima età adulta.
La Relazione 2026, presentata al Parlamento dal Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze, ha evidenziato una consistente criticità sia a livello di spaccio che di consumo, con l’età che si abbassa per l’inizio e che si alza allo stesso tempo: si stima che il range di età stimato sia tra i 15 e i 74 anni.
Lo spaccio di sostanze e il cosiddetto “mercato al dettaglio sostanze sempre più pesanti.
Vi sono stati cambiamenti a livello qualitativo per quanto riguarda il cosiddetto “mercato al dettaglio”, specialmente nell’aumento della potenza effettiva delle sostanze e in una loro maggiore diversificazione a livello di tipologia.
Iniziamo con la distinzione delle varie sostanze.
Per i prodotti a base di Cannabis, vi è un aumento del THC negli stessi e una sempre maggiore diversificazione dei prodotti; insieme a una potenza medio-alta del principio, vi è la diffusione di prodotti con una concentrazione sempre più alta dello stesso rispetto alla media.
Per quanto riguarda la Marijuana, si è passati da un aumento effettivo della potenza dal 10-11% al 16% nel 2025, con una percentuale di prodotti ad alta concentrazione del principio intorno al 40-60%.
La percentuali di THC nelle resine di Cannabis (Hashish) si attesta sul 31-34%, ma esistono prodotti con percentuali di principio attivo intorno addirittura all’80-90%, sotto varie forme come gelatine, sigarette elettroniche e altro. Sono però sempre più diffuse anche le concentrazioni molto basse, al di sotto dell’1%, spesso modificate con cannabinoidi sintetici o nuove sostanze.
La cocaina si ritrova, in base al principio, come presente al 70-75% di purezza ma si riscontrano anche concentrazioni estremamente vicine alla purezza (100%).
Il crack (cocaina base) si attesta intorno a una purezza dell’80-85%, con un’elevata percentuale di prodotti a concentrazione molto alta. Come per la cocaina, si può notare come accanto a prodotti a concentrazione standard (vedi sopra) vi sia anche il crack a concentrazione quasi pura sul mercato.
Nel discorso inerente l’eroina, invece, la purezza si concentra sul 10-15% fino a campioni sporadici che arrivano fino al 70%.
Infine, l’MDMA (Ecstasy) in polvere ha un tasso di purezza di circa il 60%, con oscillazioni più o meno stabili.
Il NEWS-D: cos’è e cosa fa per quanto riguarda le sostanze
Il NEWS-D, Sistema di allerta rapida per le droghe, è uno strumento molto utile per quanto riguarda la rilevazione di fenomeni che possono inficiare la salute pubblica. Si tratta di una rete di laboratori di polizia scientifica e tossicologia clinico-forense, nonché di centri antiveleno, oggi in fase di ulteriore rafforzamento, in grado di individuare tempestivamente su tutto il territorio nazionale i fenomeni potenzialmente pericolosi per la salute pubblica correlati alla comparsa di nuove sostanze psicoattive e alle nuove modalità di consumo di sostanze stupefacenti classiche.
Nel 2025, le situazioni più allarmanti hanno riguardato l’intossicazione acuta e grave da sostanze classificate, in inglese, come NPS (New Psychoactive Substances) sempre nella fascia di età 15-74 anni, quindi dall’adolescenza fino all’età più matura.
Il consumo di sostanze nel 2025, siamo a un punto di svolta?
Questo è un tema delicato da trattare, come tutte le dipendenze in sé. Nella scorsa annualità, il 39% dei ragazzi tra i 15 e i 19 anni hanno confermato di aver utilizzato una sostanza psicoattiva illegale almeno una volta nella loro vita, i ragazzi in percentuale maggiore rispetto alle ragazze, con un 30% contro un 22% in considerazione. Dopo una flessione degli anni precedenti, si è osservato un aumento della fruizione delle NPS, di cocaina, di oppioidi e stimolanti.
Se dovessimo stilare una classifica degli stupefacenti più utilizzati, al primo posto ci sarebbero i prodotti a base di cannabis; seguono le Nuove Sostanze Psicoattive come gli oppioidi sintetici e successivamente gli stimolanti come l’ecstasy, detta anche MDMA. Vi sono poi in lista allucinogeni, cocaina e oppiacei. Da segnalare anche il pericoloso trend di utilizzare sostanze senza conoscerne effetti e natura stessa, mettendosi a rischio in maniera ulteriore.
Altro discorso vale per gli usi dannosi e combinati tra il bere, l’uso di psicofarmaci senza prescrizione medica e l’utilizzo di più di una sostanza psicoattiva illegale, per almeno una volta nella propria vita. Il binge drinking e le ubriacature sono i fenomeni più diffusi in giovane età, mentre la cannabis è percepita come la sostanza più facile da intercettare in caso di “ricerca”.
Lo studio delle acque reflue dell’atmosfera come metodo di intercettazione delle NPS.
La WBE (Water-Based Epydemiology) è tradotta in italiano come “metodologia delle acque reflue” e viene utilizzata per controllare il consumo delle maggiori sostanze stupefacenti a livello della popolazione del nostro Paese, oltre ad essere potenzialmente utile per intercettare le NPS di ultima generazione.
Per le sostanze più utilizzate, abbiamo in pole position la cannabis, seguita poi dall’eroina e dalla cocaina, in seguito vi è la metanfetamina, l’ecstasy e l’anfetamina. Discorso a parte merita l’incremento dell’uso ricreativo di un anestetico, la ketamina, e dei suoi derivati.
Per quanto riguarda invece le NPS nelle acque reflue, si ha in prima posizione il metcatinone, il 3-MMC e il mefedrone; nelle ultime posizioni vi sono il DMT e i suoi derivati nella categoria delle Triptamine, insieme al Fentanyl.
A livello atmosferico, invece, le sostanze più rilevate sono la cocaina e il THC, oltre alla ketamina.
Tra gli studenti, le sostanze dannose più utilizzate sono quelle presenti nelle sigarette elettroniche, l’alcool e gli psicofarmaci senza prescrizione medica (e di conseguenza senza un adeguato follow-up sempre necessario).
Dipendenze comportamentali e altri comportamenti a rischio: facciamo un quadro
Le dipendenze non sono solo di sostanze ma anche, per le nuove generazioni, riguardanti i social media. Il progetto Generazione Z 2.0 ha studiato le caratteristiche della cosiddetta social media addition (assuefazione da social media) e anche del gioco d’azzardo problematico, nella fascia d’età 11-17 anni.
La Bergen Social Media Addiction Scale (BSMAS) è servita a fare lo screening dei comportamenti riconducibili a questo fenomeno, con una diminuzione della prevalenza del rischio e con le ragazze più interessate dal fenomeno rispetto alla loro controparte maschile.
L’ Internet Gaming Disorder Scale Short-Form (IGDS9-SF), allo stesso modo, ha evidenziato come gli studenti a rischio del fenomeno di Internet Gaming Disorder siano in diminuzione a partire dall’annualità 2022.
Il gioco d’azzardo e altre manifestazioni riconducibili al gaming sono fenomeni che riguardano giovani di età sempre più bassa, fino a riguardare minori dagli undici ai tredici anni. l’11% degli studenti ha dichiarato di aver avuto comportamenti a rischio in questi ambiti almeno una volta nella vita: il 63% in versione “fisica”, il 17% online e il 30% nell’una e nell’altra modalità.
Entrambi, se perdurati nel tempo, portano molto spesso ad ansia sociale e depressione.
Uso delle tecnologie digitali: è sempre un bene non dare freni?
Oramai le tecnologie digitali fanno parte della nostra quotidianità, nel bene e nel male. Tra i fenomeni correlati più dannosi vi sono l’avere dei comportamenti social senza consapevolezza del rischio, il cyberbullismo, il ghosting, la partecipazione alla challenge online (si ricordi la Blue Whale di qualche anno fa), oltre al gioco d’azzardo e a quello online, con comportamenti da gaming poco attenti e che espongono a rischi più o meno gravi.
Tra le conseguenze possibili di questi comportamenti, oltre ad essere un vero fenomeno in sé per sé, c’è quello degli hikikomori, inerente il ritiro sociale volontario. Nel 2025, si parla di pre-hikikomori (2,5%) quando l’isolamento va dai tre ai sei mesi, fino ad arrivare alla problematica vera e propria (2,5%) se il periodo di isolamento perdura oltre i sei mesi.
Tra le motivazioni studiate alla base del fenomeno in sé vi sono quelle psicologiche (36%), la mancata voglia e motivazione di incontrare nuove persone (27%), fino alle difficoltà con amici e partner (25%) insieme a problemi fisici (21%) e familiari (19%).
C’è inoltre da considerare che, nonostante i servizi ospedalieri e di DSM-DP presenti sul territorio, l’età media dei pazienti con patologia droga-correlata è attestata sui 39 anni; il 47% dei ricoveri ospedalieri riguardo all’abuso di sostanze riguarda l’assunzione di sostanze miste o non specificate.
I SerD e l’assistenza nei servizi per le dipendenze: ecco qualche dato nel 2025
L’uso di sostanze illegali o anche di psicofarmaci non prescritti, insomma, può essere un elemento di dipendenza o comunque da tenere sott’occhio. I SerD (Servizi per le Dipendenze), durante l’anno 2025, hanno preso in carico 131.328 persone nell’ambito della dipendenza da questi due ambiti di sostanze. Considerando come chi faccia uso di sostanze illegali rappresenti solo una parte di chi si rivolge ai SerD, il Ministero della Salute ha introdotto il SIND (nuovo Sistema Informativo Nazionale per le Dipendenze) con il decreto del 29 Dicembre 2023.
Se si considerano 223 persone ogni 100.000 individui in trattamento presso questi servizi, particolare attenzione meritano le fasce di età considerate dal fenomeno: la fascia d’età maggiormente interessata dall’uso di sostanze e non solo è quella adulta, con il 27% degli individui tra i 40 e i 49 anni e con il 26% tra i 50 e i 59 anni, oltre a un buon 22% tra i 30 e i 39 anni senza differenza particolare tra uomini e donne. Per quanto riguarda le sostanze più in oggetto di attenzione e sull’età degli utenti dei servizi, si può notare un invecchiamento degli stessi e un uso principale degli oppiacei.
Discorso a parte merita la parte dell’Ufficio Locale di Esecuzione Penale Esterna (UEPE), che segue persone condannate o indagate che seguono percorsi rieducativi fuori dal carcere, oppure che stanno scontando la pena stessa, a carico del Ministero della Giustizia. Negli UEPE, gli utenti tossicodipendenti o alcoldipendenti presi in carico rappresentano l’8% del totale dei soggetti considerati, per un totale di 6.861 unità.
Conclusioni sul fenomeno della dipendenza: c’è bisogno di una maggiore attenzione?
Questo report ha mostrato come, nonostante i numeri dell’uso e abuso di sostanze e psicofarmaci non prescritti sia stato abbastanza alto nella scorsa annualità, vi siano degli interventi specializzati e adatti per il contrasto di questo fenomeno di dipendenza, da sostenere nel tempo.
Per approfondimenti:
Relazione al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia
