L’Osservatorio dei Disturbi Emotivi e Mentali, con cui State of Mind fornisce un aggiornamento periodico sulla situazione della sofferenza psicologica in Italia e nel mondo, si concentra nell’edizione di Gennaio 2026 sulla dimensione psicologica dello stress lavorativo.
Oltre a riportare una serie di dati, come quello dell’OMS che stima in 12 miliardi le giornate di lavoro perse per disturbi di depressione ed ansia legati al lavoro, il rapporto individua, sulla base di un rapporto del 2025 dell’European Trade Union Institute, cinque fattori di rischio psicosociale:
- Job Strain: l’intrappolamento nel lavoro,
- Orari di lavoro prolungati,
- Insicurezza lavorativa,
- Squilibrio impegno-ricompensa,
- Bullismo sul posto di lavoro.
Vengono poi individuate le vulnerabilità specifiche del mondo del lavoro in Italia, che riguardano i giovani, le donne e gli operatori sanitari.
La conclusione del report è ampiamente condivisibile: lo stress lavorativo non è un problema individuale di “gestione dello stress“, ma una sfida sistemica con conseguenze economiche paragonabili a una crisi finanziaria permanente.
Sul rapporto tra Lavoro e Salute Mentale segnaliamo anche tre pubblicazioni del WHO:
Mental Health, Brain Health and Substance Use
Burn-out an “occupational phenomenon”: International Classification of Diseases
