Una visione integrata degli aspetti biologici, psicologici e sociali della persona, è il filo conduttore del nuovo Piano di Azioni Nazionale per la Salute Mentale (PANSM) 2025 – 2030, approvato il 29 Dicembre 2025 dalla Conferenza Unificata Stato-Regioni-Città. Il precedente PANSM risaliva al 2013.
Il documento, di circa 100 pagine con 6 capitoli, affronta i percorsi di promozione, prevenzione e cura, la criticità della transizione dei minori verso i servizi per gli adulti, la tutela della salute mentale delle persone autrici di reato, il risk management e la sicurezza degli operatori sanitari, l’integrazione socio-sanitaria, la formazione e la ricerca.
Tra le diverse tematiche affrontate assume una particolare rilevanza, nell’ambito del capitolo 5 “Salute Mentale e Integrazione Socio-Sanitaria”, il budget di salute costituito dall’insieme delle risorse economiche, professionali, umane e relazionali, necessarie a promuovere contesti idonei a favorire una migliore inclusione sociale della persona, implementando autonomia ed empowerment nell’ambito dei percorsi di cura.
Una rete per l’inclusione
In questo quadro si inseriscono le indicazioni per il supporto all’abitare delle persone con disturbi mentali, finalizzato alla realizzazione delle capacità gestionali e di convivenza in una casa, e al saper vivere nel quartiere, costruendo una rete relazionale, migliorando l’autostima.
Si affrontano i percorsi di inclusione lavorativa e si introduce la nuova progettualità della prescrizione sociale. Si tratta di una pratica, già in uso in diversi Paesi, che consente al medico di medicina generale di prescrivere azioni quali movimento e attività fisica, alimentazione salutare, gestione dello stress e dei comportamenti a rischio quali fumo ed alcol, con un operatore di collegamento che aiuta la persona a seguire il piano attuativo.
La figura degli esperti tra pari
Si promuove la figura degli Esperti in Supporto tra Pari (ESP), persone che hanno vissuto il disturbo mentale con la possibilità di essere impegnate in diversi ambiti, dalla prima accoglienza alla conduzione di gruppi, dall’accompagnamento alla recovery, all’attività di advocacy e di tutela dei diritti.
Il PANSM pone anche una particolare attenzione alla prevenzione ed al contrasto allo stigma indicando tra gli obbiettivi la definizione di linee di indirizzo nazionali, sulla base delle diverse esperienze e delle evidenze scientifiche.
Lo psicologo di assistenza primaria
Viene definita, per la prima volta in un documento istituzionale approvato a livello nazionale, la figura dello psicologo di assistenza primaria. Lo psicologo, con una specifica formazione, è inquadrato all’interno delle case di comunità nei distretti sanitari, con l’obbiettivo di intercettare precocemente situazioni di disagio, in collaborazione con il medico di medicina generale e con il pediatra di libera scelta, con specifici protocolli con i servizi specialisti di secondo livello, sociali e sociosanitari.
In conclusione si tratta di obiettivi importanti, condivisi da Governo, Regioni, Comuni e Provincie, ma rimane centrale il tema delle risorse.
Il finanziamento
Da oltre 25 anni il finanziamento della salute mentale è fermo a livello nazionale a circa il 3% del fondo sanitario, anche durante il Covid, mentre gli stessi Presidenti delle Regioni, titolari della scelta sulla destinazione delle risorse disponibili, già nel 2001 si erano impegnati a raggiungere il 5%. In diversi Paesi europei si viaggia a doppia cifra, oltre il 10%.
L’odierna approvazione del PANSM è a risorse invariate, come lo era stato nel 2013, ma nella legge di bilancio 2026 sono previsti per 315 mln fino al 2030 per la sua attuazione nelle Regioni, finalizzati in particolare alla prevenzione e ad assunzioni di personale a tempo indeterminato.
Risorse insufficienti ma un segnale
Certamente si tratta di risorse insufficienti per colmare il gap con il necessario finanziamento complessivo ma rappresentano un segnale concreto di attenzione verso la tutela della salute mentale.
Con la consapevolezza che oltre ad interventi specifici, quali il bonus psicologo, gli sportelli nelle scuole e lo stesso psicologo di assistenza primaria, la rete pubblica nazionale dei dipartimenti di salute mentale rappresenta l’architrave dell’assistenza psichiatrica, da difendere e da rilanciare con nuovi investimenti.
Più in generale, c’è bisogno di un rinnovato impegno non solo delle istituzioni ma da parte di tutta la società, anche in termini culturali, per l’affermazione dei diritti di cittadinanza delle persone con disturbi mentali.
Massimo Cozza Direttore Dipartimento di Salute Mentale ASL Roma 2
Pubblicato su Repubblica Salute il 29 Dicembre 2025
