Fra le diverse notizie lette in rete nell’ultima settimana colpisce il gruppo di quelle che, in occasioni e con approcci diversi, testimoniano di spinte verso le specializzazioni della professione e dell’approccio psicologico. La specializzazione delle funzione e delle professioni è una tendenza che si è affacciata già nell’ultimo ventennio del ‘900, senza che questo incidesse significativamente sugli equilibri dei sistemi dello stato sociale. In alcuni casi, anzi, è coinciso con una frammentazione ed un indebolimento degli ambiti interessati. In una situazione di contrazione dello stato sociale non possiamo che consigliare prudenza.
Questo mentre d’altra parte prende consistenza quella corrente (fin qui prevalentemente di pensiero) che tende a togliere l’etichetta patologica ad alcuni modi di essere e di comportarsi, particolarmente quando si parla di giovani. I difetti (e anche questo è un termine che richiede attenzione) non sono necessariamente una malattia. Altrimenti sarebbe difficile meravigliarsi del fatto che aumenta il consumo di psicofarmaci tra i giovani.
Tra le altre notizie salta agli occhi la protesta in Piemonte delle associazioni impegnate per la salute mentale, che lamentano un livello di spesa inferiore a quello nazionale. Salta agli occhi soprattutto considerando quanto sia basso il livello di spesa nazionale.
Concludiamo con la buona notizia: il Consiglio Regionale del Lazio ha approvato il progetto per l’istituzione del servizio di psicologia scolastica. Significativa l’impostazione, che prevede non solo interventi sulle situazioni critiche, ma anche una funzione di raccordo che eviti l’isolamento della istituzione scolastica.
Bene. Auguri agli psicologi che animeranno questo servizio.
