{"id":15848,"date":"2020-12-17T16:44:36","date_gmt":"2020-12-17T15:44:36","guid":{"rendered":"http:\/\/salutementale2.aslroma2.it\/?p=15848"},"modified":"2025-07-10T15:56:59","modified_gmt":"2025-07-10T13:56:59","slug":"labitare-housing-come-cura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salutementale.net\/?p=15848","title":{"rendered":"L\u2019abitare: housing come cura"},"content":{"rendered":"<p>Non esiste l\u2019essere umano perfetto. Non esister\u00e0 mai. Nessuno lo \u00e8. Ma a volte lo si dimentica. A volte pretendiamo, aneliamo la perfezione. Crediamo di essere perfetti, ma non \u00e8 cos\u00ec. Un meccanismo per quanto perfetto si pu\u00f2 inceppare, fermare. Non funzionare pi\u00f9 bene.<\/p>\n<p>\u00c8 quello che succede con i disturbi mentali che, secondo le stime europee, colpiscono annualmente circa il 27% (83milioni) dei cittadini (European Social Work, 2013). \u00a0Un organismo che prima funzionava bene s\u2019inceppa, o meglio \u201csmette\u201d di \u201cvivere\u201d come ha vissuto fino a quel momento. Non importa se bene o male. Avviene un mutamento: a volte repentino a volte graduale. La mente non funziona pi\u00f9 come prima.\u00a0 Dentro ad essa cominciano ad accadere cose diverse.<\/p>\n<p>Ma cosa c\u2019entra la perfezione, l\u2019essere umano, la mente, con il progetto dell\u2019abitare?<\/p>\n<p>Intanto c\u2019\u00e8 da dire che \u00e8 un progetto, per la maggior parte di chi lo intraprende, molto positivo. Si pu\u00f2 interagire nello stesso ambiente con altre persone, si deve imparare a collaborare con l\u2019Altro, si crea un gruppo, ecc. Vivere insieme non \u00e8 facile ma giorno per giorno ci si impara a conoscere e comprendere ed aiutarsi a vicenda. Oltre alle nostre personali riflessioni, esistono studi che mettono a confronto i servizi (<em>community-based<\/em>) con altri modelli di cura, e mostrano risultati significativamente migliori in termini di <em>compliance, <\/em>sintomatologia clinica, qualit\u00e0 della vita, stabilit\u00e0 per chi \u00e8 inserito in progetti dell\u2019abitare e della riabilitazione (Braun P. et al.1981; Conway M. et al.1994; Bond et al.2001).<\/p>\n<p>Questo dovrebbe essere il concetto di auto-cura e, in termini tecnici, rientra nell\u2019idea di <em>housing.<\/em><\/p>\n<p>Ma che cos\u2019\u00e8 di fatto, l\u2019<em>housing<\/em>?<\/p>\n<p>Esiste la norma UNI 11010:2016 che definisce i requisiti dei servizi per l\u2019abitare e dei servizi per l\u2019inclusione sociale di persone con disabilita\u0300 (PcD) in eta\u0300 adulta. La norma individua i principi generali e i requisiti a cui l\u2019organizzazione si deve attenere al fine di offrire una pluralit\u00e0 flessibile e differenziata di servizi orientati alla specificit\u00e0 dei profili di funzionamento delle PcD cui sono dedicati, indipendentemente dalla natura e gravita\u0300 delle loro limitazioni.<\/p>\n<p>Con <em>housing<\/em> s\u2019intende un processo che favorisce il passaggio dalla relazione d\u2019aiuto all\u2019inclusione sociale. L\u2019<em>housing<\/em> \u00e8 strettamente connesso alla salvaguardia dei diritti (cittadinanza, riduzione dello stigma, etc.), alla razionalizzazione della spesa pubblica, allo sviluppo di una cittadinanza attiva e competente: il diritto all\u2019abitare, nel contesto della disabilit\u00e0, offre un\u2019alternativa a forme d\u2019istituzionalizzazione; l\u2019eccessiva istituzionalizzazione di persone con disabilit\u00e0 mentale incide sulla finanza pubblica e ha ripercussioni sulla qualit\u00e0 dei servizi di cura.<\/p>\n<p>Come abbiamo visto dai dati statistici, ci sono molte persone che soffrono di grave disagio psichico ma, superando le fasi pi\u00f9 gravi, attraverso un percorso terapeutico, molti riescono a raggiungere l\u2019autonomia. Nel processo di guarigione, la possibilit\u00e0 di partecipare ad un progetto di <em>housing<\/em> \u00e8 importante, anche per poter costruire le relazioni fuori, e quest\u2019importanza \u00e8 stata il tema di una puntata andata in onda il 4\/11\/2020 su tg2 per la rubrica medicina 33.<\/p>\n<p>Nel corso della puntata, \u00e8 stato intervistato anche il Direttore Massimo Cozza, il quale ha sottolineato come stare rinchiusi nelle mura di casa o quasi come all\u2019epoca dei manicomi \u00e8 stato dimostrato che non \u00e8 curativo, anzi cronicizza e c\u2019\u00e8 un peggioramento dei disturbi e una delle autrici di questo articolo, Susanna P. che partecipa ad un progetto di <em>housing<\/em>. Per chi, come molti, ha problemi psichiatrici \u00e8 fondamentale reinserirsi nella societ\u00e0, questo si pu\u00f2 fare soltanto attraverso un percorso ben definito e comunitario come quello del progetto HERO.<\/p>\n<p>Nella stessa intervista \u00e8 stata data anche a noi come fruitori del progetto, la possibilit\u00e0 di raccontare la nostra esperienza di <em>housing <\/em>ed anche io, sono stata intervistata. Di seguito ho sintetizzato i punti salienti emersi.<\/p>\n<p>Il progetto di vivere da soli, per pazienti psichiatrici, per riprendere la propria autonomia, il percorso di cura propone di andare a vivere da soli, con altri utenti, ma in maniera protetta, con il supporto di operatori che ci occupano di aiutarci nella gestione della casa, medici, assistenti sociali, per facilitare l\u2019inserimento nella \u201cvita di tutti i giorni\u201d.<\/p>\n<p>\u201cDurante il lockdown avevo un minimo di contatto sociale con il mondo esterno; \u00e8 stato difficile perch\u00e9 l\u2019ho vissuto da sola\u201d, racconta Susanna e continua: \u201cNella casa supportata ho continuato a coltivare i miei hobby, cerco di ritrarre i miei sogni per portarli in superficie\u201d.<\/p>\n<p>Il sentirsi isolati \u00e8 una delle sintomatologie quando abbiamo disturbi mentali gravi, continua il Direttore Massimo Cozza e conclude che a livello nazionale manca una progettualit\u00e0 proprio sull\u2019abitare e si augura che presto ci sia proprio un discorso di linee nazionali che si diramer\u00e0 nelle diverse regioni. Una linea che manca e che ci dovrebbe essere, vista l\u2019importanza per la salute mentale.<\/p>\n<p>L\u2019ultima domanda che la giornalista ha fatto agli utenti della casa \u00e8 stata: cosa vedete nel vostro futuro? La risposta unanime \u00e8 stata: \u201cadesso si pensa solo a curarsi, uscire da questo tunnel infinito di cure. Si vuole pensare solo a guarire, ad avere pi\u00f9 serenit\u00e0 e tranquillit\u00e0 personale\u201d. Esperienze come l\u2019<em>housing <\/em>possono aiutare nel raggiungimento di questo obiettivo.<\/p>\n<p>Secondo l\u2019OMS, il trattamento comunitario \u00e8 associato ad un risultato pi\u00f9 favorevole, correlato all\u2019aumento della qualit\u00e0 della vita, ad una migliore aderenza al trattamento, ad una diminuzione dello stigma, alla stabilit\u00e0 abitativa e alla capacit\u00e0 lavorativa (World Health Assembly, 2013). [\u2026]<\/p>\n<p>L\u2019<em>housing<\/em> \u00e8 fortemente collegato all\u2019approccio della <em><strong>Recovery<\/strong>, <\/em>ormai diffuso e noto a livello internazionale.<\/p>\n<p>Si tratta di un processo complesso che richiede interventi qualificati, l\u2019attivazione di abilit\u00e0 e competenze dei cittadini, in quanto attori delle comunit\u00e0 locali. Vuole quindi sviluppare le comunit\u00e0 locali, orientandoli ai bisogni dell\u2019abitare attraverso forme di apprendimento innovative e attente alle tematiche della salute mentale. [\u2026] Questa strategia prevede di ridurre l\u2019esclusione sociale per 20 milioni di persone della popolazione europea.<\/p>\n<p>Tra i progetti di<em> housing<\/em>, troviamo le attivit\u00e0 del \u201cGruppo Appartamento\u201d, una modalit\u00e0 molto utilizzata sul nostro territorio.<\/p>\n<p>Il gruppo appartamento &#8211; sono strutture pubbliche, a grado variabile di protezione e a gestione diretta del dipartimento di salute mentale per utenti con un grado di stabilizzazione della patologia e con sufficienti livelli di autonomia tali da richiedere un supporto sociale e riabilitativo solo per una parte della giornata.<br \/>\nIl gruppo appartamento e\u0300 pensato e realizzato seguendo le evidenze dei programmi riabilitativi e dei progetti terapeutici individuali e per questo e\u0300 accuratamente seguito e gestito dal DSM.<\/p>\n<p>Il gruppo appartamento accoglie persone adulte che eventualmente hanno gi\u00e0 compiuto un percorso terapeutico- riabilitativo in strutture residenziali e non solo, ma non tutti vi accedono facilmente, il nostro Guido, per esempio dice: \u201cL\u2019esperienza del gruppo appartamento \u00e8 altamente formativa e serve per trovare una propria autonomia ed indipendenza ed emanciparsi dai propri genitori, ma soprattutto per uscire da quella bolla di protezione che danno i familiari e cominciare ad assumersi le proprie responsabilit\u00e0 sbagliando con la propria testa e provando sulla propria pelle le conseguenze delle scelte che si fanno. Personalmente non ho avuto occasione di provare l\u2019esperienza del gruppo appartamento ma i racconti dei miei colleghi che ci vivono fanno venir voglia di provare, chiss\u00e0 se un giorno quando mi sentir\u00f2 pronto, anche io mi conceder\u00f2 l\u2019opportunit\u00e0 di poter provare\u201d.<\/p>\n<p>Nella gestione del quotidiano, all\u2019interno di un\u2019ottica riabilitativa, gli utenti del Gruppo Appartamento provvedono ai servizi di base dell\u2019abitazione (spesa alimentare, preparazione dei pasti, pulizia). Oltre che di aiuto agli utenti presi in cura dal servizio territoriale di riferimento, il progetto delle case supportate \u00e8 anche &#8220;formativo&#8221; in quanto alcune case scelgono (di comune accordo col servizio territoriale di riferimento) di aprire le proprie porte agli specializzandi che mostrano interesse nell&#8217;arricchire la propria esperienza personale con 6 o 12 mesi di affiancamento formativo agli operatori regolari delle case.<\/p>\n<p>L&#8217;idea \u00e8 quella di mostrare allo specializzando progetti paralleli nuovi ed interessanti in ambito di salute mentale e una prospettiva pi\u00f9 accurata e realistica dell&#8217;utente preso in cura che si ritrova in un ambiente del tutto naturale ed informale come pu\u00f2 essere quello di una comune casa.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo del gruppo appartamento e\u0300 restituire all\u2019utente le migliori opportunit\u00e0 di uscita dal circuito di istituzioni ad elevata intensit\u00e0 assistenziale e caratterizzate da un elevato numero di posti letto, dopo che lo stesso ha conseguito un buon miglioramento clinico e un soddisfacente recupero delle abilita\u0300 di base e avanzate. Gli utenti del gruppo appartamento rimangono in carico al D.S.M. competente per territorio, che e\u0300 direttamente responsabile del progetto terapeutico-riabilitativo.<\/p>\n<p>La conclusione del percorso riabilitativo residenziale dell\u2019utente nel gruppo appartamento e\u0300 definita dall\u2019equipe del CSM che lo ha in cura, in accordo con l\u2019equipe del Gruppo appartamento, sulla base del livello di raggiungimento degli obiettivi previsti nel PTI.<\/p>\n<p>Nonostante i risultati ottenuti attraverso i servizi di <em>housing,<\/em> si vuole sempre migliorare soprattutto attraverso percorsi formativi il che significa occuparsi di aspetti etici, culturali, di sostenibilit\u00e0 economica, e su questo per esempio si concentra il progetto HERO, voluto fortemente dalla ASL di Roma2 che sollecita le comunit\u00e0 locali a farsi carico di alcune problematiche che possiamo sintetizzare cos\u00ec:<\/p>\n<ul>\n<li>politiche dell\u2019abitare carenti, soprattutto nei confronti delle persone con fragilit\u00e0<\/li>\n<li>stigma sociale: spesso le persone con problematiche di salute mentale sono considerate pericolose e sono emarginate<\/li>\n<li>l\u2019accesso ai servizi di vario tipo (negozi, trasporto pubblico, luoghi d\u2019incontro, servizi sociali, etc.)<\/li>\n<li>relazioni con i compagni di stanza, con i vicini di casa, con le famiglie d\u2019origine<\/li>\n<li>uso e mantenimento dell\u2019appartamento dove le persone vivono, le condizioni del contesto, come ad esempio l\u2019inquinamento acustico, il traffico<\/li>\n<li>nutrizione, organizzazione del tempo libero supporto allo sviluppo delle abilit\u00e0 individuali all\u2019interno di un percorso che favorisca l\u2019<em>empowerment<\/em> ed il rispetto dei diritti della persona.<\/li>\n<li>Costo e gestione dei farmaci prescritti<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il progetto Hero si basa sulle indicazioni di co-progettazione della <strong>legge regionale 11\/2016<\/strong> Lazio ed \u00e8 stato proposto dal Dott. Jos\u00e9 Mannu, allora responsabile in ASL Roma 2 della U.O.S.D. Residenzialit\u00e0, Salute Mentale (Carta dei Servizi D.S.M. 2019). Il progetto \u00e8 stato ideato nell\u2019anno 2009 e attivato nel 2013, nel piano dell\u2019OMS 2013-2020.<\/p>\n<p>In conclusione i principali obbiettivi di HERO sono:<\/p>\n<ol>\n<li>Costruire un curriculum europeo, integrato con gli indicatori per l\u2019<em>hosing <\/em>di qualit\u00e0, per aiutare le comunit\u00e0 locali allo sviluppo di abilit\u00e0 e competenze, alla loro validazione, per la realizzazione di un efficace progetto di<\/li>\n<li>Promuovere l\u2019accesso alla formazione di <em>housing <\/em>delle comunit\u00e0 locali.<\/li>\n<li>Migliorare la qualit\u00e0 dell\u2019apprendimento informale (lavoro, famiglia, tempo libero) e non formale nel campo dell\u2019inclusione sociale, in relazione con i percorsi di <em>housing<\/em> nel campo della salute mentale.<\/li>\n<li>Ampliare le competenze chiave degli operatori e dei volontari che operano nel campo dell\u2019inclusione sociale.<\/li>\n<li>Ridurre le diseguaglianze nei risultati dell\u2019apprendimento non solo nelle persone con gravi problematiche di salute mentale, ma anche di quei cittadini che usualmente non prendono parte a iniziative per la promozione dell\u2019inclusione sociale.<\/li>\n<li>Certificare le competenze per l\u2019<\/li>\n<\/ol>\n<p>Oltre ai progetti di <em>housing<\/em> e HERO, esiste un altro progetto innovativo, sempre sull\u2019abitare che si chiama progetto IESA. \u00c8 un progetto per Inserimento Etero-familiare Supportato di Adulti e s\u2019intende l\u2019inserimento temporaneo di una persona che soffre o ha sofferto di disturbi psichici, presso una famiglia di volontari appositamente selezionata ed abilitata.<\/p>\n<p>L\u2019ospitalit\u00e0 \u00e8 regolata da un contratto tra l\u2019ASL, l\u2019ospite e la famiglia ospitante, in cambio dell\u2019ospitalit\u00e0 offerta, la famiglia riceve un \u201crimborso spese\u201d mensile e viene regolarmente e professionalmente assistita e supportata dagli operatori di un\u2019equipe preposta. I destinatari del progetto sono: utenti adulti in carico ai Centri di Salute Mentale del DSM-DP. Non \u00e8 rivolto ad una tipologia specifica di disturbi psichici.<\/p>\n<p>Le tipologie di inserimento etero-familiare possono essere:<\/p>\n<ol>\n<li>Part-time: l\u2019accoglienza si pu\u00f2 attuare per \u201cmezze giornate\u201d, giornate intere o week-end. Questa modalit\u00e0 permette sia di rispondere ad \u201cesigenze supportive\u201d della persona che di essere un percorso propedeutico ad una successiva convivenza a tempo pieno.<\/li>\n<li>Full-time: l\u2019accoglienza \u00e8 sulle 24 ore e per periodi di tempo diversificati:<\/li>\n<\/ol>\n<ul>\n<li>Breve termine: da alcuni giorni ad alcuni mesi, per rispondere ad un bisogno di temporanea decontestualizzazione dall\u2019abituale luogo di vita, motivato da una situazione di crisi del soggetto o dell\u2019ambiente.<\/li>\n<li>Medio termine: da alcuni mesi a due anni circa, rivolto ad una fascia d\u2019utenza per la quale \u00e8 possibile la progettazione e\/o il proseguimento di un percorso riabilitativo.<\/li>\n<li>Lungo termine: oltre i due anni, prevalentemente rivolto a utenti anziani o \u201ccronici\u201d che per le disabilit\u00e0 psicofisiche od i bisogni di cure assistenziali necessitano di un luogo idoneo di vita.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Entrambi i progetti puntano sull<em>\u2019 empowerment <\/em>della persona con disagio psichico, l\u2019ambiente familiare favorisce l\u2019identificazione con figure \u201csane\u201d e abili, rappresenta uno stimolo alla crescita personale ed un supporto utile a migliorare il proprio ruolo sociale.<\/p>\n<p>Consentire un miglioramento alla qualit\u00e0 di vita dell\u2019utente, una crescita dell\u2019autonomia e delle relazioni sociali, favorendo una maggiore integrazione nelle comunit\u00e0. Dare una risposta alternativa alla \u201cresidenzialit\u00e0 psichiatrica\u201d consentendo alla persona con disagio psichico la costruzione di rapporti interpersonali che riducano la \u201cdistanza affettiva\u201d ed i disagi correlati alla solitudine.<\/p>\n<p>Infine contribuire alla lotta contro lo stigma e il pregiudizio, che emarginano le persone colpite da sofferenza psichica, cercando di rendere consapevole la popolazione che la malattia mentale \u00e8 curabile e non di per s\u00e9 portatrice di \u201cstranezza\u201d e di \u201cpericolo\u201d.<\/p>\n<p>I risultati a tutt\u2019oggi sono complessivamente positivi. Sia quantitativamente, in rapporto alle ore\/lavoro dedicate. Sia qualitativamente rispetto alle risposte positive del territorio, delle famiglie e dei servizi. Con il termine <em>empowerment <\/em>si intende che il nostro fine dovrebbe essere quello di aumentare la possibilit\u00e0 per le persone di controllare le proprie vite.<\/p>\n<p>Questo si traduce in un \u201cprotagonismo\u201d e \u201c partecipazione attiva\u201d del paziente ai processi decisionali connessi ai percorsi di cura, compresa la partecipazione al \u201crimborso spese\u201d della famiglia, in ragione del proprio reddito.<\/p>\n<p>In conclusione il progetto \u00e8 sempre centrato sulla persona e ci deve essere una \u201cgiusta diversit\u00e0\u201d nella quale le caratteristiche di un determinato soggetto sembrano collocarsi al meglio.<\/p>\n<p>Purtroppo, nella societ\u00e0 odierna la malattia mentale \u00e8 ancora uno stigma come se non fosse una patologia come un\u2019altra. La malattia mentale non \u00e8 per sempre, non \u00e8 perfetto neanche il progetto dell\u2019abitare, ma con molto impegno e buona volont\u00e0, il meccanismo inceppato pu\u00f2 ricominciare a funzionare.<\/p>\n<p><strong>Susanna Pinto<\/strong><\/p>\n<p><strong>Guido Rueca<\/strong><\/p>\n<p><strong>Martina Santillo<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non esiste l\u2019essere umano perfetto. Non esister\u00e0 mai. Nessuno lo \u00e8. Ma a volte lo si dimentica. A volte pretendiamo, aneliamo la perfezione. 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